Il Libro del Sole e dello Scorbuto: Il Dramma di Lasciaprosciutto Re di Danimarca

IL DRAMMA DI LASCIAPROSCIUTTO RE DI DANIMARCA

di Guglielmo Scuotilalancia

Il giovane Lasciaprosciutto è tormentato dagli incubi dopo che la madre Vigonzia ha sposato lo zio Zuto, detto il Mellifluo di Danimarca, mentre il padre se la spassava con un’assistente di volo norvegese. A nulla valgon gli sforzi della bella Contumelia a farlo rinsavire. Lasciaprosciutto in preda al Raptus del Suino Onirico ucciderà tutti a colpi di clavicola.

 

ATTO II – SCENA IV – L’appartamento della regina

Personaggi: Lasciaprosciutto, la Regina Vigonzia, il Ciambellano Poponio, il Fantasma del Re,
il Fantasma del Ciambellano Poponio, il Coro, il Fantasma del Coro.

 Entrano la REGINA e POPONIO

 POPONIO

Sta arrivando. Toccatelo sul vivo.
Ditegli che con le sue stravaganze
è andato veramente oltre ogni limite;
questa storia del Suino Onirico
è davvero, davvero intollerabile;
io starò qui in silenzio ad ascoltare.
Siate con lui risoluta, vi prego.

LASCIAPROSCIUTTO  (da fuori)

Mamma! Vigonzia!

REGINA                             (a Poponio)

                                    Potete star sicuro.
Attento. Arriva. Non fatevi sgamare.

(si siede. Poponio va a nascondersi dietro un tendaggio)

(entra LASCIAPROSCIUTTO)

LASCIAPROSCIUTTO

Guardate cosa ho qui!

REGINA

                                     Lasciaprosciutto,
ancora con ‘sta storia del suino?

LASCIAPROSCIUTTO

Avete molto offeso il mio maiale.

REGINA

Evvìa su, queste son risposte oziose.

LASCIAPROSCIUTTO

E le vostre son domande maliziose.

REGINA

Come parli, Lasciaprosciutto?

LASCIAPROSCIUTTO

                                                       Ma chi, io?

REGINA

Suvvia, figliuolo, dimmi quel che devi,
che ci ho da fare –

LASCIAPROSCIUTTO

                                 Certo, mia signora,
moglie al fratello del vostro marito,
il quale se la spassa con –

 REGINA

                                               Insomma!
Se è questo che hai da dirmi, me ne vado!

(fa per alzarsi)

LASCIAPROSCIUTTO

Oh no, non sedetevi, non vi muovete
prima ch’io vi abbia messo avanti agli occhi
una vera Clavicola Suina
dotata di poteri straordinari!

REGINA                               (sospirando)

Figliuolo mio, perchè una volta tanto
non entri in una setta rispettabile
sul tipo, che ne so, degli Hare Krishna,
Sai Baba, i Dianetici o i Raeliani?
Oppure il Dio Criceto, il Grande Puffo,
il Dio Palamidone o il Grande Zuul?
Possibile che ogni settimana
t’inventi una cazzata senza pari
per rompere le balle
a noi ch’abbiamo un regno da gestire?

LASCIAPROSCIUTTO

O madre, voi tarpate le mie ali
ma quando avrò il Potere del Suino
vi pentirete delle vostre aspre parole!
Con questa mia Clavicola fatata –

REGINA

Per poco che ne so di anatomia,
di certo quello è un femore.

LASCIAPROSCIUTTO

Un femore?

REGINA

                  Sicuro.

POPONIO                             (dietro la tenda)

                             Lo dicevo.

LASCIAPROSCIUTTO

Come, come, un femore?

CORO                                      (balzando fuori da un armadio)

UN FEEEEEEEEEEEEEEEEEMORE!

(rientra nell’armadio. Lasciaprosciutto e la Regina lo guardano stupefatti)

LASCIAPROSCIUTTO    (furioso)

Mi han dunque ingannato? Pagheranno
col sangue una sì vile azione
che sfigura la faccia della grazia
e che fa arrossir la verecondia,
un’azione che strappa via la rosa
dal volto dell’amore genuino
per deporvi un bubbone purulento;
un’azione che rende vano e nullo
l’acquisto del suino
come una banconota da ventottomila euri.
Oh, un’azione tale
è come se strappasse via dal corpo
d’un contratto in comune stabilito
l’anima stessa e fa d’un sacro rito
una vana accozzaglia di parole!
Il cielo stesso avvampa di rossore
nel volger la sua faccia
su questa massa solida e compatta,
come di fronte al Giudizio Finale…
nauseato dall’atto –

REGINA

                                E’ diventato matto!
Soccorso, gente!

POPONIO                           (dietro la tenda)

                               Aiuto! Aiuto! Aiuto!

Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto!
Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto!
Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto!

(Lasciaprosciutto e la Regina guardano verso la tenda)

Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto!

LASCIAPROSCIUTTO      (con calma va alla tenda, solleva il femore suino)

Allora, abbiam finito di gridare?

POPONIO

Aiuto! Aiuto! Aiuto! Aiuto!

IL FEMORE SUINO

PEM!

POPONIO

Ahi, che cazzo –

IL FEMORE SUINO

PPEM!

POPONIO

Insomma, basta!

IL FEMORE SUINO

SBAM! SBAM! SBAM!

POPONIO

Ahi, che male!

(stramazza dal tendaggio e muore)

 REGINA

Ahimè, che hai fatto?

LASCIAPROSCIUTTO

Non so. Dev’esser stato
il Raptus del Suino Onirico. Chi è?

CORO                                      (uscendo dall’armadio)

Lasciaprosciutto, gran farabutto,
era Poponio, or non lo è più!

(rientra nell’armadio)

LASCIAPROSCIUTTO       (avventandosi contro l’armadio)

Adesso però avete rotto il –

REGINA                                (afferrandolo)

                                                    Basta!

LASCIAPROSCIUTTO

Come osi, o madre dire basta!
Tu che hai assassinato un re
per sposarne il fratello, il vile Zuto!

REGINA

Assassinato il re?

LASCIAPROSCIUTTO

Così ho detto.

CORO                                          (uscendo dall’armadio)

Lasciaprosciutto, che cazzo dici?
Il re è al bar con tutti gli amici!

(pausa imbarazzata)

LASCIAPROSCIUTTO

Al bar?

(solleva il tendaggio, scoprendo il cadavere di Poponio)

REGINA

Al bar.

LASCIAPROSCIUTTO

Al bar. Ma pensa.

CORO

Eh già.

(rientra nell’armadio)

(entra LO SPETTRO)

LO SPETTRO

Ehilà, bella gente, che si dice?

LASCIAPROSCIUTTO

E’ lui! Lo Spettro! E’ lui!

REGINA

Sì, come no.

LASCIAPROSCIUTTO      (allo Spettro)

O divini suini, miei custodi,
proteggetemi con le vostre ali!
Che chiede la tua nobile figura?
Ma soprattutto come cazzo è
che sei lo spettro del re
s’egli è vivo e al bar coi suoi amici?

LO SPETTRO

Il re, ch’è molto saggio e previdente
vuol solo seguire la moda.
E quindi ha assunto me come fantasma
per girar di notte con le catene
e spaventare i babbioni.

 LASCIAPROSCIUTTO

Come. come? Tu, madre, lo sapevi?

REGINA

Certo, Lasciaprosciutto. Anche io ne ho uno.

LASCIAPROSCIUTTO

Di spettro?

REGINA

Sì. Quest’anno è di gran moda.

(Entra LO SPETTRO DI POPONIO)

LO SPETTRO DI POPONIO

Io, invece, sono morto per davvero.
Prendo un attimo il telefono e poi vado.

(si china a frugare nelle tasche del suo cadavere)

REGINA

Se tu ci frequentassi un po’ più spesso,
sapresti che a corte tutti ne hanno uno.
Ma ahimè sei così preso dai suini
che ignori come si sta al mondo, vero?

(tutti scoppiano a ridere tranne LASCIAPROSCIUTTO)

LASCIAPROSCIUTTO       (basito)

E quindi, quindi – qui tutti hanno uno spettro?

CORO                                    (uscendo dall’armadio)

Casino, tumulto, marasma,
anche il Coro ha il suo fantasma!

 (da un altro armadio esce IL FANTASMA DEL CORO sotto forma di Jazz Band. Iniziano a suonare un ragtime forsennato. Tutti ballono, ridono e cantano, tranne LASCIAPROSCIUTTO che rimane immobile. Dal soffitto cadono coriandoli e stelle filanti. Di colpo la musica si ferma e tutti escono di corsa. LASCIAPROSCIUTTO rimane solo. Sospira. Si guarda intorno soppesando il Femore Suino. Poi di colpo lo alza al cielo.)

LASCIAPROSCIUTTO      (gridando)

Potere del Suino Onirico! A me!

(con un urlo belluino si lancia dal palco sul pubblico e inizia a menare legnate a destra e a manca finchè non interviene la Polizia.)

SIPARIO.

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